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martedì 4 giugno 2013

Il Satyricon di Fellini

Sarebbe bello essere preparati anche dal punto di vista cinematografico, davanti la possibile domanda della prof di latino. Sì, perchè, come vi spiegavo nel precedente post, molto probabilmente verrò interrogata sul Satyricon di Petronio. Sapere che l'opera del poeta latino è stata ripresa, anche, dal regista Fellini potrebbe costituire un intervento interessante.

 « Come ne La dolce vita, il Fellini Satyricon mette i riflettori sulle abiezioni umane, i sogni, le babilonie, la negatività del protagonista, ma mentre il primo film si muoveva nell’ambito della civiltà contemporanea (riconoscibile per tutti) il secondo indaga l’inconscio collettivo, e per questo rappresenta un percorso e un'opera più ostica, a tratti noiosa, non di certo rassicurante. Gli spettatori assistono al film come se questo fosse fatto di sabbie mobili: ogni elemento contiene dei buchi neri in cui perdersi e per cui perdere continuamente il filo del discorso. La grandezza del Fellini Satyricon consiste ancora una volta nella sua inutilità, nel suo essere svincolato dai problemi dell’oggi e del domani, ma di rivolgersi direttamente nell’interiorità dell’umanità, al di là di confini spaziali, temporali, sociali»

Davide Rinaldi

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